Non solo programming, Rawfish ha anche un nutrito team che si occupa della UX per la gioia dei nostri clienti. Con sei anni d’esperienza, Matteo Montani è uno dei veterani del gruppo. Sentiamo cosa ha da dire riguardo la sua avventura con noi.

Matteo, spiegaci in parole semplici qual è il tuo ruolo qui in Rawfish.

Lavoro nel team di UX e UI design. Mi occupo principalmente della progettazione di app mobile e tablet, di siti internet e di interfaccia uomo-macchina.

Ormai sono sei anni che lavori qui in Rawfish, com’è che è cominciata quest’avventura? Cosa ti ha motivato a entrare nel team?

È stato quasi per caso. Nell’azienda dove lavoravo prima c’era una persona che aveva già collaborato con Rawfish in precedenza e me ne aveva parlato. Quando ho sentito il bisogno di una nuova sfida, sopratutto nel mondo delle app, non ho esitato a contattare Rawfish! Inizialmente il rapporto è iniziato con una collaborazione per un progetto (Quickword), per poi consolidarsi nel tempo con altre sfide e da lì è stato tutto in discesa.

Qualche progetto interessante per le mani?

Fin troppi, per fortuna il lavoro non manca, e sono tutti molto interessanti. Tra quelli di cui posso parlare ci sono sicuramente i nostri progetti di punta CityPop, Domho, Adecco Group, NOWR e Pampers Nuova Vita, ma mi sento di citare anche Funitek, Renesas e PatchAI e Z Padel. Sarebbero molti di più, ma a elencarli ci vorrebbe troppo.

Dopo sei anni, cosa ti spinge ancora a lavorare per Rawfish?

Le ragioni sono molte, ma la prima è sicuramente che c’è molta libertà. Anche il mio lavoro di designer ha il giusto bilanciamento tra rigore e creatività, e qui ho la possibilità di lavorare come desidero: con il mio metodo (con prospettiva di migliorarlo sempre di più) e rispettando sempre le scadenze. È interessante anche potere studiare la psicologia dell’utente e ideare nuove idee per adattarsi ad essa.

In Rawfish è davvero stimolante il fatto che seguiamo progetti di ogni tipo, per clienti e settori differenti, questo ci porta sempre a cercare di alzare la qualità dei nostri lavori, proprio perché ogni giorno ci si presenta davanti una nuova sfida da dover affrontare tutti insieme.

Sapresti definirti con una frase o degli aggettivi?

Non vale la pena, ad autodefinirsi si rischia sempre di autoincensarsi. Preferisco che mi definiscano gli altri se è proprio necessario.