Dopo l’annuncio in pompa magna da parte di Facebook, da un giorno all’altro sembra che il metaverso diventerà parte integrante delle nostre vite. Sebbene sia ancora in fase embrionale, le tecnologie che costituirebbero la base di questo nuovo Eldorado digitale si stanno evolvendo sotto i nostri occhi, e potrebbe non volerci molto prima che spazi di realtà virtuale condivisa diventino la norma nella community degli utenti di Facebook, e non solo.

Da Second Life al Metaverso

Il concetto di metaverso non è sicuramente cosa nuova. Era già apparso nei libri di fantascienza degli anni ‘90 (più specificatamente, nel romanzo Snow Crash di Neal Stephenson) con l’apparizione dell’internet, e dalla fiction era poi uscito con l’avvento del fortunato Second Life, un simulatore in cui chiunque poteva vivere appunto una seconda vita tramite un suo avatar virtuale. Non è un caso che a molti infatti, l’avatar di Zuckerberg ricordi quelli del vecchio mondo virtuale, così come la concezione di base di come funzionerà il metaverso. Anzi, molti, nonostante Second Life sia stato “superato” dai meno invasivi social network, vedono Meta come un semplice ritorno alle origini, ancorché migliorate da quel plus tecnologico che si è affermato negli anni con gli Oculus e la realtà virtuale. Quello che prima era un semplice videogioco, potrebbe trasformarsi in una vera e propria realtà alternativa, con la sua propria economia e società virtuali. Un esperimento già tentato da molte società come la Epic Games, creatrice di Fortnite, che ha già organizzato vari eventi sui suoi server, non ultimo un concerto da 12 milioni di spettatori in rete, numeri nemmeno lontanamente immaginabili nel mondo reale.

Una nuova corsa all'oro

Nonostante queste premesse, il compito di creare questo nuovo multiverso virtuale è troppo arduo per una compagnia sola, quindi, come ammette anche Tim Sweeney, creatore di Fortnite “ll metaverso non può essere il risultato degli sforzi di una sola mega corporation. Servirà il lavoro creativo di milioni di persone, per creare piattaforme, contenuti, codice, design e tutto ciò che sarà necessario per generare valore attraverso le esperienze che gli utenti potranno vivere nel metaverso”. Data la mole di denaro che i grandi colossi (da Meta a Microsoft, da Roblox a Epic Games) stanno investendo per sfruttare questa nuova fetta di mercato, si può pensare che in qualche decennio si possa arrivare effettivamente al metaverso. Quello che più preoccupa è a questo punto sapere se ci sarà una moltitudine di metaversi, ognuno facente capo ai giganti tecnologici che li hanno creati, o come per l’internet ci sarà un unico environment, regolato se possibile da una società super partes. 

 

Come per tutte le grandi innovazioni, inoltre, c’è il rischio concreto che almeno nel breve periodo si crei un far west normativo (la legislazione è sempre più lenta dell’innovazione) e che questo favorisca pratiche illecite e abusi da parte delle aziende. Soprattutto per Facebook, spesso ai ferri corti con i governi e sotto pressione per lo scandalo dei Facebook Papers, questa potrebbe essere un’occasione per mettersi le polemiche alle spalle, come la scintilla per scatenarne di nuove.

I possibili sviluppi

Ma come si declinerebbe questo metaverso? 

 

Si potrebbe definire il metaverso come una realtà virtuale proiettata in internet. Nelle parole di Sima Sistani, fondatore di Houseparty, il cambio di paradigma principale si avrebbe nel passaggio dall’epoca della condivisione, tipica dei social networks, a una nuova epoca dove la partecipazione, per quanto virtuale, diverrebbe il punto focale delle interazioni umane 4.0. Non ci sarebbero più contenuti a cui dare il like, ma gli utenti creerebbero eventi a cui partecipare con migliaia di altre persone attraverso Avatar personalizzati fino al minimo dettaglio, per una condivisione delle esperienze. Non più limitati da uno schermo, ma immersi nella realtà virtuale e aumentata grazie ai numerosi gadget, come i braccialetti dotati di sensori che Facebook sta sviluppando.

Ci saranno interessanti sviluppi nel campo UX/UI, che tramite nuovi paradigmi d’interazione modificheranno il nostro comportamento online. dimentichiamoci del mouse e tastiera, la cosa più probabile è che vista e tatto siano utilizzati in modo differente per interagire con l’ambiente virtuale. Nuovi framework e strumenti atti a progettare nuovi ambienti si faranno strada, e ci sarà da valutare gli impatti che avranno sul rapporto che la gente avrà con i nuovi paradigmi, soprattutto nell’apprendimento.

Rawfish Metaverse

I primi risultati si sono visti negli anni scorsi nel mondo del gaming, ma gli stakeholders vogliono che questa nuova tecnologia esca dai limiti di questo settore, per investire tutti gli aspetti della nostra vita. Oltre ad avere per esempio ospitato il concerto del cantante Travis Scott, con immenso successo di pubblico, Fortnite ha concesso anche “spazi” all’interno dei suoi mondi per permettere agli utenti di visualizzare e “provare” nuovi prodotti (non ultima, anche una Ferrari ultimo modello) dimostrando come anche la pubblicità si stia adattando velocemente ai nuovi trend. Su Roblox, invece, molte società hanno creato minigiochi con l’obiettivo di farsi conoscere, sfruttando appieno il potenziale della piattaforma. Senza contare il crescente mercato degli NFT (Non Fungible Tokens), che permetterebbero importanti acquisizioni online, soprattutto d’opere d’arte digitali, al momento non protette tanto quanto quelle materiali dalla pirateria e dai problemi legati al copyright.