Domho

Soluzioni abitative con domotica smart per utenti con disabilità.

Un progetto pilota importante, che attraverso un sistema domotico di controllo dei punti luce, apertura varchi e finestre, ha permesso di migliorare concretamente la quotidianità e la sicurezza degli inquilini con disabilità di un co-housing.

Nel 2017, con il patrocinio della Regione Veneto e il contributo di un team composto da aziende venete del settore Tech, è stato avviato il progetto pilota Domho. L’obiettivo è dotare di un sistema domotico smart, un appartamento abitato da persone con deficit d’autosufficienza.

Il nostro team ha curato la progettazione dell’interfaccia e lo sviluppo delle app smartphone e tablet, concentrandosi sulle necessità del singolo utente tramite uno schema “piramidale” per assicurarsi di ottenere risultati soddisfacenti per ognuno.

Ci siamo occupati di

UI/UX design
Android development
Project Management

Tecnologie

Sketch
Android studio
Kotlin
Android sdk
Librerie jetpack

Team Rawfish

Durata

3 anni

Pubblicazione prototipi

Febbraio 2021

Img 1. L’appartamento co-housing domotico a Castelfranco Veneto (TV) utilizzato per il progetto pilota.

Gli incontri tra le aziende coinvolte sono state necessarie per ottimizzare il flusso di lavoro, e creare una forte sinergia. Il team multidisciplinare di cui abbiamo fatto parte come partner tecnico per il design e lo sviluppo dell’applicativo, ha coinvolto diverse realtà con professionalità specifiche, tutti coordinati dall’università di Padova.

L’ecosistema Domho

Nell’ottica di facilitare la categorizzazione dei dispositivi domotici, questi ultimi vengono associati agli ambienti ai quali appartengono che rappresentano solitamente le stanze dell’appartamento. Gli ambienti sono a loro volta contenuti all’interno di un insieme più grande, l’area.

Gli attori

Il progetto Domho aveva l’obiettivo principale di migliorare il modo di vivere degli utenti con differenti tipi di disabilità creando soluzioni abitative smart controllate con dispositivi di domotica attraverso app dedicate.

Ma non solo, nell’ecosistema Domho sono presenti altri attori come gli installatori e gli operatori sanitari. Per questo motivo abbiamo sviluppato per ogni figura una propria app che interagisca nelle diverse fasi di interfacciamento con l’abitazione.

Human-centered Design

La realizzazione del sistema IoT e degli applicativi si è basata fondamentalmente sulla logica dello Human-centered Design, ovvero quella metodologia di progettazione centrata solo ed esclusivamente sull’utente.

In fase di progettazione abbiamo analizzato fin dall’inizio i bisogni, i desideri ed i limiti dell’utente per massimizzare l’usabilità del prodotto stesso e porre l’utente stesso al centro dello sviluppo dell’intero progetto.

Il sistema IoT realizzato infatti, rende accessibili tutti i “comfort” della casa: illuminazione intelligente, porte e tapparelle automatizzate, sensori ambientali per la qualità dell’aria, telecamere per il monitoraggio di cadute e altri rischi. Tutto comandato da dispositivi smartphone e tablet grazie ad interfacce semplici ed intuitive per permettere la massima possibilità d’utilizzo.

Definizione dei flussi di navigazione

Per definire la migliore UX Flow era necessario analizzare l’esperienza di ogni attore coinvolto nella gestione del sistema Domho. A partire dalla creazione di aree (strutture) differenti, per passare alla gestione degli scenari fino ad arrivare all’interazione con un singolo dispositivo.

“Abbiamo analizzato i bisogni, i desideri ed i limiti dell’utente per massimizzare l’usabilità del prodotto e porlo al centro dello sviluppo dell’intero progetto”

Matteo

UI UX Designer

Sviluppo dei protocolli di comunicazione

Il progetto prevede l’utilizzo dei Box IoT, necessari per gestire differenti protocolli di comunicazione, cosa non realizzabile se ci fosse un collegamento diretto tra app e periferiche che usano un ventaglio di opzioni per interfacciarsi (MQTT, Wi-fi, ZIPB etc.).

Grazie alla connessione ai Point MQTT, l’app si collega al Cloud che a sua volta tramite il Box comunica con i dispositivi. Qualora l’App non potesse comunicare con il Cloud per assenza di rete, manda l’input direttamente al Box IoT permettendo al dispositivo di funzionare.

Creazione degli ambienti

Per comprendere il sistema Domho è utile considerare un ambiente studiato e realizzato appositamente come il Co-Housing di Castelfranco.
Qui sono state eseguite numerose installazioni per ciascuna si è verificato il corretto interfacciamento con il gateway Box IoT, sia utilizzando software proprietari, sia utilizzando le varie App sviluppate per interagire con le automazioni.

Wireframe

Nell’ottica di realizzare un’esperienza coordinata e continuativa che collegasse i tre applicativi, ne è stata realizzata una versione lo-fi ponendo l’attenzione anche sul comportamento responsivo dell’interfaccia.

Progettazione atomica del Design System

Il progetto ha richiesto uno studio dell’interfaccia a partire dal requisito fondamentale di accessibilità per gli utenti con disabilità motorie. Le esigenze di visibilità, leggibilità e semplicità di utilizzo si sono tradotte in flussi essenziali e grandi dimensioni degli elementi e un adeguato contrasto tra gli stessi.

Uno strumento cruciale per la realizzazione della UI di Domho è stato il Design System: realizzare un kit di componenti coerenti, proporzionate e accessibili ha permesso di ottimizzare i tempi di progetto e tradurre tutti i flussi degli applicativi con la stessa chiave stilistica.

La progettazione dell’interfaccia di Domho si è rivelata un’opportunità stimolante per il team, siamo stati coinvolti nel disegno dell’intero set di icone rappresentanti ambienti e dispositivi. L’iconografia costituisce un aspetto distintivo del progetto e un valore aggiunto: ogni icona è stata realizzata con un’outline definita per essere chiaramente distinguibile nelle sue componenti, in linea con i requisiti del progetto.

“Ogni icona è stata pensata per essere chiaramente distinguibile e riconoscibile, in linea con i requisiti del progetto.”

Matteo

UI UX Designer

L’interfaccia è stata concepita in “light-mode”: sfondi chiari in scala di grigio e un colore di accent. La scelta del font Rajdhani è stata pensata per richiamare esplicitamente il mondo tech ma allo stesso tempo in un’ottica di facilitazione della lettura delle informazioni.

Sviluppo di 3 applicativi per rispettivo utente

La presenza di 3 tipologie di attori, tutti coinvolti con ruoli definiti e in fasi definite nell’utilizzo dell’app, ha richiesto di immaginare 3 app differenti.

Un applicativo unico, che soddisfasse nella stessa misura 3 necessità differenti con rispettive operatività e funzioni, sarebbe risultata complessa da costruire e da capire per gli utenti. Determinare la gerarchia dei molteplici contenuti e la loro rintracciabilità avrebbe prodotto un’esperienza utente insoddisfacente e questa opinione del team è emersa dopo aver condiviso il brief iniziale.

La scelta di creare 3 applicativi con funzioni verticali è stata la direzione progettuale vincente e in linea con gli obiettivi da raggiungere. Ogni utente interagisce con un’app su misura, che presenta solamente le funzioni a lui necessarie senza distrazioni e sovrastrutture inutili.

App installatore

Permette all’installatore di configurare l’abitazione: può creare gli spazi che suddividono l’appartamento in stanze e per ognuna associare dispositivi di domotica come luci, porte, tapparelle e sensori ambientali.

Creazione dell’area

Il primo step della configurazione del sistema domotico è costituito dalla definizione di un’area che fungerà da “contenitore” degli ambienti minori. L’installatore assegna un nome, un’immagine e soprattutto associa alla nuova area un Box IoT di riferimento per i dispositivi singoli.

Creazione degli ambienti

Il procedimento per la creazione degli ambienti è molto semplice: è sufficiente che l’installatore prema sul floating button “aggiungi” nel dettaglio dell’area appena creata e assegni al nuovo ambiente un nome e un’immagine identificativa.

Inserimento dei dispositivi

Ogni dispositivo installato nelle stanze è identificato da un codice QR. Per associare i dispositivi all’ambiente creato è sufficiente che l’installatore prema il button “aggiungi” nella view di dettaglio dell’ambiente e scansioni il codice del dispositivo che intende aggiungere, identificandolo analogamente agli step precedenti.

App operatore sanitario

Permette all’operatore di gestire i comandi di ogni singolo dispositivo in tempo reale, e creare gli scenari con attivazione automatica o manuale per la gestione dei comandi più utilizzati dagli inquilini dell’appartamento.

Home

La struttura della home dell’app è stata progettata con l’obiettivo di rendere la prima schermata efficiente e chiara per gli utilizzatori.

L’utente può accedere rapidamente ad ambienti e scenari preferiti per attivare i dispositivi nell minor tempo possibile.

Gestione dispositivi

L’operatore sanitario rappresenta una figura centrale nel sistema Domho. È responsabile del comportamento di tutti i dispositivi IoT, i quali possono essere comandati singolarmente o essere inseriti all’interno di uno scenario che includi un numero maggiore e che influisce su più zone dell’appartamento.

Gli scenari

Gli scenari attivano più dispositivi in diverse zone dell’appartamento assecondando le abitudini degli abitanti.
La mattina, ad esempio, con un semplice gesto è possibile accendere più luci e sollevare le tapparelle nelle zone desiderate.

App utente finale

Permette agli utenti con disabilità di i gestire i comandi di ogni singolo dispositivo e attivare manualmente gli scenari. In base al grado di difficoltà motoria sono state sviluppate app semplificate e ultra semplificate per dispositivi smartphone e tablet.

Attivazione scenari e dispositivi

L’applicativo destinato agli utenti con disabilità prevede funzionalità limitate allo scopo di rendere l’esperienza semplice e diretta. Gli utenti hanno la possibilità di attivare gli scenari impostati in precedenza dagli operatori sanitari e modificare il comportamento di luci, tapparelle e porte.

Colori e font costituiscono filo conduttore che collega le tre versioni di applicativo mentre le dimensioni degli elementi della UI si adattano in relazione all’utilizzatore finale: è il caso dell’app destinata agli utenti con disabilità che dispongono di funzionalità limitate ed elementi della UI ingranditi oltre che ad una versione tablet ancora più inclusiva.

Operatore

Utente semplificata

I risultati

La prima fase di test ha analizzato la qualità delle scelte applicate alle interfacce utente. Tramite una serie di simulazioni di contesti d’uso reale, abbiamo registrato i riscontri su accessibilità e usabilità delle interfacce mobile e dei dispositivi hardware IoT presenti nello smart building.
I dati raccolti verranno utilizzati per le successive fasi di ottimizzazione del prodotto.